Resoconto

Questa estate è stata un’estate all’insegna della riflessione.
Ho 37 anni e non ho la minima idea di cosa fare della mia vita. Ci sono stati momenti in cui questa condizione mi eccitava moltissimo, perchè era come avere davanti a me un foglio bianco, tutto da scrivere. Ma sinceramente, con una famiglia e un mutuo da pagare, il foglio non è più bianco. Ci sono delle limitazioni e molte.


Partiamo dall’inizio. Sono sempre stata una bambina che assecondava le aspettative degli altri. Ho affrontato questo problema nella mia lunga, lunghissima terapia. Mi sembrava risolto. E invece mi sono accorta che non è affatto così. Continuo ancora a castrarmi e castigarmi.
Con il mio lavoro.
Con l’immobilità.
Con la voglia di soddisfare sempre le aspettative degli altr,i non riconoscendo o ignorando i miei bisogni, fino al punto di non sapere più chi sono e cosa voglio.
Con la rabbia, che mi ha causato non pochi problemi di relazione e che ho deciso di affrontare definitivamente, comprando alcuni libri sul tema.
I miei tempi di metabolizzazione assomigliano a quelli di mio figlio: sono biblici. Ma io ho bisogno di risultati immediati. Perciò ho deciso di mettermi a nudo proprio sul blog, con una piccola terapia psicologica fai date. In dodici anni ho impararato qualcosa, ma non me la sento di fare una terapia classica. Forse il fatto di avere un pubblico, degli appuntamenti fissi (come in una terapia vera), il fatto di poter trovare nuove amicizie e magari essere anche sostenuta nei momenti di sconforto, mi porterà ad ottenere dei risultati in tempi un po’ più brevi dei 12 anni precedeti.

Non so ancora se ce la farò. Come dicevo qui (e come si vede dalla stesura del blog)  non sono mai stata costante. Ma ho bisogno di credere che farò qualcosa per me nella mia vita. Solo per me. E solo per il piacere di farlo. Nella mentalità dei miei genitori non esisteva il piacere di fare una cosa. Tutto doveva avere uno scopo di utilità. Non puoi disegnare se ti piace, ma solo se devi fare un compito a scuola. In effetti i miei facevano cose per se stessi, ma (forse per farmi accettare di piu la loro assenza) me le facevano sempre passare per necessità o doveri. Non voglio dare lo stesso messaggio ai miei figli. Voglio imparare a fare delle cose solo per il gusto di farle. Voglio che i miei figli respirino il mio piacere e non solo il peso delle mie responsabilità. Perciò il mio proposito per il nuovo anno (perché io vado ancora ad anni scolastici) e’ vivere un anno all’ insegna del piacere. Il più possibile. Questa sarà la mia terapia. Tutti i giovedì. E comincerò con un elenco delle cose che mi piacciono.

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