La classe primavera

Martedì hai cominciato la classe primavera. Ero entusiasta. Mi sembravi pronta, aperta verso i bambini e verso gli adulti, indipendente, chiacchierona. Mi sentivo pronta anch’io: ho bisogno di un po’ di libertà, di indipendenza. Ero sicura di essere immune al tuo fascino, di aver tagliato il cordone ombelicale. E invece no.

Tu, come sempre sei stata fantastica. Al primo distacco hai pianto un po’, ma quando sono venuta a prenderti mi sei venuta incontro trotterellando e  mi hai detto felice: ” Ho mangiato tutto!”. Le maestre mi hanno detto che sei stata serena.

Ed invece io ho somatizzato: un mal di testa da paura, un magone che ancora oggi, se ci penso, mi salgono le lacrime agli occhi. Mi mancano già le nostre mattine al parco della chiesa, il fare la lavatrice insieme, il casino che mi combini sul balcone mentre stendo.
Mi manchi già. E hai appena iniziato.
Mi manchi già. E tu vai per la tua strada sicura di te e del bene che ti voglio.
Ma io sono così tanto sicura di me sai? Tu l’hai già tagliato il cordone; forse ora tocca a me farlo.
E, come quando abbiamo smesso di allattare, una delle due soffre. Allora eri tu. Stavolta è il mio turno.
E mentre tu diventi grande, fai crescere anche me …

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