MIO FIGLIO E’ AMPLIFICATO

Sono da poco venuta a conoscenza del sito di Genitori Crescono e ne sono stata illuminata.

Ho sempre saputo che il Malandrino era diverso dagli altri. Me ne sono accorta la notte stessa in cui è nato, fin dal primo pianto. Lui non aveva un vagito sommesso come gli altri bambini, lui urlava a pieni polmoni. La mia vicina di letto in ospedale (al terzo figlio) si spavento’ ed io uscii dalla stanza senza sapere cosa fare per calmarlo e lo lasciai al nido per qualche ora. I mesi a seguire furono un incubo (di cui parlerò prima o poi). Non riuscivo a spiegare in che cosa il Malandrino fosse diverso, se non dicendo che era un bambino ad altissima richiesta. Dopo aver incontrato Silvia e Serena  so che il Malandrino è un bambino amplificato.

A dire il vero appena ho letto i post sui bambini amplificati mi sono offesa. Mi sono offesa perché con fatica stavo (e sto tutt’ora) cercando di accettare il mio complicatissimo bambino e mi sembrava che infilarlo in una categoria vanificasse tutti gli sforzi che avevo compiuto fino ad allora per considerarlo un bambino come gli altri.

Lui però non è come gli altri.

Questa diversità mi ha fatto sentire spesso inadeguata. Mi ha portato a documentarmi moltissimo, a leggere libri per cercare di barcamenarmi tra i suoi umori, il suo bisogno di muoversi in continuazione, la sua costante e pressante richiesta di attenzione. Devo dire che infilarlo nella categoria amplificato, mi ha tolto un po di serenità, pur mettendomi di fronte ad una grande verità. Pur mettendo fine ad una ricerca durata 4 anni e mezzo per cercare di capire che cosa ci fosse di particolare in lui. Pur sollevandomi da numerosi sensi di colpa.

Resto comunque con l’amaro in bocca perché vedo davanti a me un percorso tutto in salita senza possibilità di riposo. In questo momento come potete notare non sono molto positiva. Io e mio marito abbiamo lavorato moltissimo con noi stessi (e con una psicologa) nell’ultimo anno per cercare di renderlo un bimbo più sereno. Ma ogni passo che facciamo in avanti, ritorniamo sempre indietro. E ricominciamo daccapo.

Ecco questo è un forte momento di stanchezza. Purtroppo lo è per entrambi e non c’è nessuno dei due che si senta di trascinare l’altro.

E dovremmo essere riposati e pieni di energie perchè sono appena finite le vacanze…

Non siamo messi bene…

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