I denti da latte

I primi denti che si sviluppano nel bambino sono i denti da latte (chiamati anche decidui).

I denti da latte cominciano a spuntare a circa sei mesi di vita. In genere spuntano per primi gli incisivi inferiori, poi quelli superiori e poi via via tutti gli altri fino ad arrivare ad un totale di 20 denti.  Il processo si conclude tra i due e i tre anni, periodo in cui nascono i secondi molari da latte (che diventeranno i futuri premolari).

L’eruzione dei denti, come ogni fase della crescita di un bambino, è strettamente individuale. Non ci sono regole fisse, ci sono solo delle indicazioni generali. Mi spiego meglio. Ci sono bambini che nascono già con uno o più denti da latte in bocca. Ce ne sono altri che a dodici mesi non ne hanno nemmeno uno. Entrambi i casi sono normali e in nessuno dei due casi c’è bisogno di preoccuparsi.

La nascita di un dentino è preceduta da numerosi segni e sintomi.

I neonati, intorno a i tre/quattro mesi cominciano a produrre quintali di saliva che in genere rilasciano su qualunque cosa sia alla loro portata, ma ciò non significa che nel giro di poco taglieranno i dentini. Ci possono impiegare anche dei mesi, sempre sbavando abbondantemente, per la gioia di mamma e papà. Il segno che sta per arrivare un dentino è l’ingrossarsi della gengiva e lo sfregamento frenetico di qualunque oggetto sulla gengiva in questione. Il tutto correlato da irritabilità, attaccamento morboso alla tetta e in qualche caso diarrea e febbre. Il Malandrino ogni volta che tagliava un dente vomitava. Per una settimana. Principalmente di notte. Faceva delle torte giganti che erano un piacere da raccogliere. La piccola invece ha avuto la diarrea per quasi un mese (arrivava anche a 10 scariche al giorno). Diarrea che è miracolosamente scomparsa quando ha tagliato il primo dentino. Da allora, ogni volta che ne aggiunge uno alla lista, si fa 24 ore di febbre accompagnata da raffreddore.

La nascita di un dentino può essere un processo molto fastidioso per i bambini. Per alleviare il fastidio della dentizione ci sono vari metodi. Anche in questo caso la soluzione è strettamente individuale. Bisogna fare dei tentativi e sarà poi la risposta del vostro bambino ad indirizzarvi sull’utilizzo di un metodo piuttosto che un altro.

Quelli che elenco qui di seguito sono dei rimedi che mi hanno riportato altre mamme, che mi hanno suggerito alla lunanuova o che io stessa ho sperimentato con i miei figli. Inutile dire che se qualcuna di voi volesse riportarmi la sua esperienza, sarò lieta di ampliare la lista.

- Miele rosato. E’ un rimedio antico e naturale. E’ ottenuto mescolando il miele con un estratto di foglie di rosa ed è dotato di proprietà decongestionanti. Alcuni lo sconsigliano per il fatto che il miele favorisce lo sviluppo della carie. Io non l’ho mai provato. Ma mia madre lo ha usato con me ed io ho avuto solo un paio di denti da latte cariati e non amo particolarmente i dolci. Forse come dicevano i latini “in medio stat virtus”: tutto si deve usare con moderazione.

Radice di ireos. E’ un altro rimedio antico e naturale. E’ da ricercare nelle farmacie e nelle erboristerie. Mordendola il bambino favorisce l’uscita di una sostanza che ha un effetto anestetizzante sulle gengive.

- Spazzolino da denti. L’ho sperimentato con il Malandrino a cui ne ho consegnato uno in mano a circa 6 mesi d’età. Se lo masticava che era una bellezza e guai a chi glielo toglieva! La Patacca ha seguito le orme del fratello e in questi giorni che sta tagliando un canino ogni volta che qualcuno entra in bagno lei lo segue e dice “tetti!”, avvicinando lo sgabello al lavandino.

- Anelli dentizione da tenere nel frigo.

- Massaggio alle gengive. Può contribuire ad alleviare il dolore. Io lo facevo solo con le dita. Sul libro della Grazia Honegger Fresco “Abbiamo un bambino”  si parla di un unguento naturale, da spalmare sulle gengive più volte al giorno, che si ottiene mescolando un cucchiaino di olio di mandorle dolci con una goccia di olio essenziale di timo e una di origano. Ho letto anche di pomate omeopatiche (di cui non so nulla) o anestetiche (che sconsiglierei).

- Collana d’ambra. Si sta diffondendo molto l’uso di questa collanina per i neonati. L’ambra é una resina fossile che si dice abbia la proprietà di “assorbire il dolore”. Io l’ho provata con la Patacca, ma non la sopportava, nemmeno sotto foema di braccialetto al piede. Se la volete usare, però tenete conto della qualità e sceglietene una con perline legate singolarmente. Valutate anche la lunghezza della collana, che non deve essere nè troppo lunga, in modo da poter rimanere impigliata, nè troppo corta da poter soffocare il bambino. Ne esistono in commercio con la chiusura dotata di una calamita che si apra facilmente semplicemente tirando. Alcuni mamme tengono al collo un grosso pendente d’ambra da far mordicchiare al bambino, ma sembra che l’ambra faccia effetto se tenuta a contatto con la pelle del bambino.

-Rimedi omeopatici. Purtroppo non sono esperta ed ho avuto anche poco riscontro da altre mamme che conosco. L’unico che ho provato è stato “Camilia” della Boiron. Sono delle goccine contenute in flaconi monodose, ma con il Malandrino non ha avuto effetto. Per tutti gli altri rimedi omeopatici, aspetto i vostri commenti.

- Paracetamolo o altri antidolorifici (tipo nurofen): nel caso in cui il fastidio fosse particolarmente intenso, il pediatra potrebbe consigliarvi di ricorrere ad essi. E’ capitato a diverse persone che conosco e anche a me. Con il Malandrino ho usato spesso la tachipirina quando lo vedevo particolarmente nervoso e agitato. Non mi è mai sembrato che avesse l’effetto di calmarlo a lungo. Può anche darsi piuttosto che il semplice fatto di poter fare qualcosa per tranquillizzarlo, (dandogli appunto un farmaco) calmasse me e che mi portasse a trasmettere più tranquillità a lui. Oggi so che quel nervosismo non era dovuto ai denti, ma più probabilmente al fatto che essendo amplificato mal tollerava rumori, estranei e quant’altro. E se tornassi indietro non gli darei più tutta quella tachipirina a gratis. Con la Patacca non ho mai usato nulla. Solo tanta tanta pazienza e tanta tanta tetta.

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