I NO, LE REGOLE, LE OPPOSIZIONI


Ieri mattina io e Mixer siamo finalmente riusciti a ricavarci un po’di tempo per noi.  Abbiamo lasciato la Patacca da mia madre e il Malandrino dalla sua e siamo andati ad un corso sull’educazione dei figli dal titolo “I no, le regole, le opposizioni “. Beh, si, in effetti non è stata una mattina dedicata a noi nel senso stretto del termine, ma almeno eravamo insieme e senza bimbi al seguito. E di questi tempi è tutto grasso che cola!

Il corso si teneva alla Lunanuova (l’associazione di ostetriche dove ho fatto il corso preparto della Patacca) ed era presentato dalla signora L., una persona dolcissima che sa dare tanto coraggio e riesce a sdrammatizzare anche le situazioni peggiori. Ha raccontato un episodio di quando i suoi figli piccoli facevano i capricci, in particolare il primo che era tremendo. Quando perdeva la pazienza e credeva di aver fatto qualcosa di terribile e irrimediabile, metteva 500 lire in un salvadenaio e diceva : “Andrai dallo psicologo figlio mio perché meglio di così non riesco a fare! “.
La cosa bella di partecipare a questi corsi e’ che non ti senti più solo, non ti senti un pessimo genitore: ti rendi conto che siamo tutti nella stessa barca ed è anche possibile sorridere di episodi che, invece, a suo tempo, ci hanno fatto stare male. Si ridimensionano i sensi di colpa e si capisce che spesso la stanchezza ci fa essere persone peggiori, è che forse è meglio ridurre le aspettative ed essere un po’ meno perfezionisti ed elevare il nostro livello di tolleranza. Certo fare questo sarebbe molto più semplice se non ci fossero attorno a noi un sacco di persone che non si fanno mai gli affari loro ed elargiscono consigli gratuiti (anche a fin di bene), ma con l’unico risultato di confondere il genitore e farlo sentire in colpa, cosa che poi inevitabilmente si ripercuote sul bambino. A questo proposito mi ha molto colpito l’intervento di una ragazza che con la voce tremante diceva di sentirsi una madre incapace perché sua figlia e’ in piena fase capricci e lei non si sentiva all’altezza della situazione. Come se non bastasse aveva una madre molto rassicurante che in un giorno in cui ha urlato a sua figlia le ha detto che l’aveva traumatizzata al punto tale che non avrebbe più dormito la notte. Mi ha fatto una tenerezza incredibile, mi sono rivista in lei durante alcuni momenti di sconforto ed ho cercato di farle un po’di coraggio.

Tra i partecipanti c’era anche una nonna che ogni giorno curava la sua nipotina di 18 mesi. Essendo molto presente nella vita della piccola, ovviamente cadeva spesso in conflitto con i genitori. Lei si sentiva molto sconfortata da questi conflitti e scoraggiata perché non si sentiva apprezzata. A volte le veniva voglia di mandarli a quel paese “e curatevela voi la bambina! “. Non mi ero mai messa nei panni dei nonni, non l’avevo mai pensato in questi termini! Io che ultimamente ho dato loro la colpa di molte situazioni che si sono venute a creare, non mi sono mai soffermata a pensare a come si sentano…

Ieri ci sono stati tanti elementi su cui riflettere…

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